La scuola non è solo una questione di voti

Un ragazzo con un disturbo specifico dell’apprendimento non fa fatica soltanto a leggere, scrivere o calcolare. Fa fatica anche a non pensare certe cose di sé.

I pensieri che arrivano prima dei compiti

Sono meno bravo degli altri.

Non sono capace.

Tanto non ce la farò.

Odio studiare.

Sono sempre quello che ha bisogno di aiuto.

Quando un ragazzo arriva a pensarle, il problema non si risolve con più ore di esercizi.

Non sono ripetizioni

Ho seguito ragazzi con DSA e difficoltà di apprendimento nel loro percorso scolastico, e da psicologa guardo anche a ciò che la scuola lascia addosso.

Il lavoro tiene insieme:

autostima

ricostruire un’idea di sé che non coincida con i voti

motivazione

ritrovare un motivo per provarci

autonomia

non dipendere sempre da qualcuno per riuscire

rapporto con la scuola

trasformarla da luogo di verdetti a luogo possibile

gestione della frustrazione

cosa fare quando arriva, perché arriverà

consapevolezza delle proprie risorse

sapere in cosa si è capaci, e crederci

strategie di apprendimento

nei limiti delle mie competenze professionali

Un’aula vuota con i banchi e la luce del mattino dalla finestra
Un’aula vuota con i banchi e la luce del mattino dalla finestra

Conosco la scuola anche dall’altra parte della cattedra

Insegno alle scuole superiori. Vuol dire che gli strumenti con cui la scuola dovrebbe sostenere un ragazzo con DSA li conosco da dentro: il Piano Didattico Personalizzato, le misure compensative e dispensative, le modalità di valutazione previste dalla normativa.

Per un genitore questo spesso conta: sapere cosa si può chiedere alla scuola, e in che forma, è metà del problema.

Una precisazione utile

Mi occupo di accompagnamento e supporto psicologico. Non effettuo valutazioni diagnostiche né certificazioni DSA: se serve una diagnosi, quella è competenza di altri professionisti, con cui quando serve collaboro.

Il mio lavoro è aiutare il ragazzo a gestire le difficoltà, a capire meglio il proprio modo di funzionare e a sostenerlo nel percorso scolastico e personale — insieme a tutto ciò che quelle difficoltà si portano dietro: autostima, frustrazione, ansia, rapporto con lo studio e con il giudizio degli altri.

Rispondo personalmente. Nessun impegno: possiamo prima solo capire se ha senso.